Sigle internazionali

sabato 22 giugno 2013

"Verás que o filho teu não foge à luta..."

Probabilmente i nostri lettori si staranno chiedendo come mai non scrivo nulla a proposito di quello che accade in Brasile, in questi giorni. Il fatto è che questo è uno spazio di professionisti, dedicato al lavoro e, in un certo senso, le questioni politiche dovrebbero rimanerne fuori. Inoltre, gli avvenimenti, ancora in corso e ancora confusi, non si prestano - per il momento- ad un'analisi razionale.
Nel frattempo, però, mi sembra giusto condividere notizie che non sempre i mezzi di comunicazione in Italia diffondono. Anzi, a dirla tutta, solo mezz'ora fa, la rete ammiraglia nazionale ha specificato che le manifestazioni sono pacifiche, salvo la presenza di infiltrati malintenzionati, che non hanno nulla a che vedere con il movimento.
Tutte le città del Brasile, dalle grandi capitali ai più piccoli centri, si sono riversate in strada. C'erano giovani, meno giovani, bambini, suore. C'erano anche poliziotti, senza la divisa, ma con i cartelloni di protesta. Perché, come ha detto un agente ad una mia amica fermata per un controllo di routine, "Per entrare in polizia, dovevo essere brasiliano. Ecco, io sono brasiliano, prima di qualsiasi altra cosa".
Ad Aracaju, la mia città, la popolazione in strada incitava chi era rimasto in casa a partecipare, al grido di "Pisca, pisca!" e le luci degli appartamenti si accendevano e spegnevano ad intermittenza (per l'appunto, piscavam), come a dire: siamo con voi, siamo tutti assieme.
Ecco, forse altri popoli dovrebbero prendere esempio... ma poi finiamo nella politica, che è tutta un'altra storia.

1 commento:

  1. Grazie Stefania. Sono punti di vista preziosi che sfuggono.

    RispondiElimina