Sigle internazionali

giovedì 4 luglio 2013

Bontà belga - parte 1a


Quando chiedo agli italiani cosa viene loro in mente quando dico "Belgio", quasi tutti oggi mi rispondono "la birra". Trenta anni fa rispondevano, dopo un attimo di riflessione, "i cioccolatini". Agli inizi davo per scontato che si riferissero alle praline, ma un giorno scoprii che avevano in mente i famosi frutti di mare che io, pur essendo belga, conoscevo a malapena, perché sono tipici della regione del mare per l'appunto, che non è quella dove sono cresciuta io.

Grazie al fatto che la birra belga nel frattempo ha conquistato il mercato italiano, io posso bere la mia preferita, la Witte Hoegaarden, ogni volta che vado a mangiare la pizza ad Arcidosso. Allo stesso tempo ho imparato a conoscere e apprezzare alcune birre artigianali italiane. Si trova ad Arcidosso infatti, il birrificio Amiata, che ho fatto conoscere ai lettori belgi e olandesi del mio sito Italia Magia.

Oggi voglio parlarvi di una delle birre belghe più famose, quella che vedete nella foto: la Duvel. Come sapete, ogni birra ha il suo bicchiere dedicato. Versare una Duvel in un bicchiere diverso, equivale a commettere un sacrilegio. Nelle birrerie belghe quindi, un errore del genere non lo fa nessuno. Il bicchiere della Duvel è una variante del balloon. Quello che solo pochi sanno, è che questa variante fu disegnata espressamente per la Duvel, che in origine si chiamava Victory Ale in onore della vittoria e della fine della seconda guerra mondiale. Nel fondo del bicchiere era praticata una piccola incisione per favorire la formazione delle tipiche bollicine. Oggi, questa incisione ha la forma della lettera "D". Per indicare il fenomeno delle bollicine che salgono al centro del bicchiere, i belgi usano il verbo parelen.

Il lievito usato per la Duvel è genuino, ma la rende amarognola e torbida. Per evitare questo, si usa lasciare un centimetro di fondo nella bottiglia. Sull'etichetta è stampato un blasone. Nell'immagine sono "nascosti" un angioletto e un diavoletto. Il nome Duvel infatti, significa "diavolo", ma corrisponde alla versione dialettale  della parola duivel che si pronuncia in modo totalmente diverso.

Un consiglio per tutti quelli che amano la birra. Quando la versate, inclinate il bicchiere quanto basta per non creare troppa schiuma, specie se la birra è fredda. Tenendolo inclinato e raddrizzandolo piano piano mentre versate, otterrete quelle due dita di schiuma che è la misura perfetta. Per i patron delle birrerie belghe, questa misura standard è sacra quanto il bicchiere dedicato.

Accanto alla Duvel ho immortalato un oggetto che fa parte delle stupidaggini che gli "emigrati" come me si ricordano con nostalgia: le tipiche scatoline di fiammiferi del Belgio, ma anche dell'Olanda, della Francia e della Germania.

Frauke G.Joris - traduzioni e testi olandesi - italiani
www.italianolandese.com
- www.italiamagia.com


Revisionato da Stefano "Kalifire" Gallorini

Nessun commento:

Posta un commento