Sigle internazionali

sabato 6 luglio 2013

“Fiestas de San Fermín” (Spagna)

Tutti conosciamo o abbiamo sentito parlare dei “sanfermines” (in basco “sanferminak”), come si chiamano popolarmente le “Fiestas de San Fermín” e che hanno luogo ogni anno dal 7 al 14 luglio a Pamplona, la capitale di Navarra.


Parole come il “chupinazo” (il razzo che segna l’inizio della festa e che si lancia il 6 luglio a mezzogiorno, http://www.youtube.com/watch?v=AmdIIU93aTw), l’”encierro” (la famosa corsa davanti ai tori per le vie della città) e il “pañuelico” (il fazzoletto rosso che bisogna mettere intorno al collo ma non prima del “chupinazo”) sono ormai diventate di uso quasi “comune” a tutti, spagnoli e non.

Anche le canzoni ormai le conoscono un po' tutti, sopratutto quella iniziale e quella finale:

Canzone iniziale: http://www.youtube.com/watch?v=Mxzr-YcgxKE
« Uno de enero, dos de febrero, tres de marzo, cuatro de abril,
cinco de mayo, seis de junio, siete de julio, ¡SAN FERMÍN!
A Pamplona hemos de ir con una media, con una media,
a Pamplona hemos de ir con una media y un calcetín. »

Canzone che i “mozos” cantano davanti al santo: http://www.youtube.com/watch?v=Yz0q0ewhGSs
« A San Fermín pedimos, por ser nuestro patrón, nos guíe en el encierro dándonos su bendición. Entzun, arren, San Fermin, zu zaitugu patroi, zuzendu gure oinak entzierro hontan otoi. »

Canzone finale: http://www.youtube.com/watch?v=nTbNoElKEnk
« Pobre de mí, pobre de mí, que se han acabado las fiestas de San Fermín. Pobre de mí, pobre de mí, que se han acabado las fiestas de San Fermín. »

Ma pochi conoscono invece le origini di queste feste ed il perchè sono diventate così famose a livello internazionale.
Le origini risalgono al Medioevo e sono legate a tre celebrazioni:
- gli atti religiosi in onore di San Fermín
- le fiere commerciali
- le corride

La festa commemorativa di San Fermín si celebrava il 10 ottobre, ma nel 1591 gli abitanti di Pamplona, stanchi del mal tempo che sempre imperversava in quella stagione, decisero di spostare la data al mese di luglio e di farla coincidere con la fiera. In tal modo nacquero i “sanfermines”.

Le cronache del Seicento e del Settecento narrano atti religiosi, ma anche la presenza di musicisti, danzatori, giganti, tornei, saltimbanchi, corse dei tori e corride, nonché la preoccupazione del clero per l'abuso di alcool e la scostumatezza dei giovani di entrambi i sessi. Nell'Ottocento vi furono curiose attrazioni da fiera quali la donna cannone, animali esotici o figure di cera, mentre la compagnia dei Giganti presentava per la prima volta i “cabezudos”, i “kilikis” e i “zaldikos”. D'altro canto, l'assenza della doppia staccionata nella corsa dei tori spesso provocava la fuga degli animali per le vie della città.

Nel Novecento i “sanfermines” hanno raggiunto la loro massima popolarità. Il romanzo Fiesta: Il sole sorge ancora (“The sun also rises”), scritto da Ernest Hemingway nel 1926, spinse persone di tutto il mondo a partecipare alle feste di Pamplona. Inoltre, nello stesso secolo si sono aggiunti altri elementi nuovi, quali la passeggiata del Riau riau, sospesa dal 1991, il “chupinazo” o il programma culturale.

Infatti, oltre a l’“encierro”, l’atto più internazionale, ci sono anche processioni, sfilate di giganti, fuochi d’artificio, gruppi musicali e tanti altri momenti non legati ai tori. 










Buon San Fermín a tutti!!!

María Ángeles Pujol Foyo
www.tecnitrad-pujol.com

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