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martedì 3 settembre 2013

ROMANIA: ROSIA MONTANA – La rivoluzione della nostra generazione. Migliaia di manifestanti contro l’apertura della miniera d’oro




Migliaia di romeni, giovani per la maggior parte, da tre giorni continuano a manifestare nelle piazze delle principiali città contro la decisione del governo Ponta di approvare, all'inizio di questa settimana, il disegno di legge che permetterebbe l’apertura della più grande miniera d’oro a cielo aperto. I manifestanti hanno esposto striscioni e scandito slogan : “Uniti salveremo Rosia Montana”, “Oro per loro, cianuro per noi”, “il silenzio è d’oro”, "le persone sono più preziose dell’oro”, “Rosia Montana – la rivoluzione della nostra generazione”, “Annullate la legge”, “Abbiamo tutti una ferita – Rosia Montana”.




Foto by: Mugur Varzariu



Rosia Montana è un nome che, forse non dice molto, per il momento. Ma che in un futuro non molto lontano potrebbe risuonare come un Vajont o una Chernobyl.

Ma partiamo dall’inizio. Che cos’è e dove si trova Rosia Montana? Rosia Montana è un villaggio della Transilvania, vicino alla città di Alba Iulia che ha la “fortuna” di essere nel centro di una delle zone minerarie più ricche d’Europa. L’estrazione di minerali preziosi iniziò già in epoca romana ed è continuata fino al 2006 quando sotto pressione dell’UE la miniera chiuse perché considerata una bomba ad orologeria. La storia è iniziata quando una società a capitale misto romeno-canadese ha fatto dei sondaggi, calcolando di poter estrarre almeno 250 tonnellate d’oro e 1.350 d’argento dal sottosuolo di Rosia Montana e si è aggiudicata, per appena tre milioni di dollari, i diritti di sfruttamento minerario, rilasciati con estrema facilità dal governo romeno. Oggi la miniera è gestita dalla Rosia Montana Gold Corporation (RMGD) i cui proprietari sono i canadesi della Gabriel Resources per l’80% e il governo romeno per il 19%. L’ipotesi della riapertura della miniera ha spaccato in due il paese. Se la classe politica si è dichiarata favorevole all'investimento (il 4 % dell’oro andrebbe alla Romania), l’opinione pubblica è decisamente contraria al progetto, avendo ancora ben impressa nella memoria la catastrofe ecologica di Baia Mare del 2000. A Baia Mare una fuoriuscita di cianuro (che verrà utilizzata anche a Rosia Montana) da una miniera d’oro inquinò il fiume Somes, poi il Tibisco fino ad arrivare al Danubio, creando danni economici ingenti alla Romania e ai paesi confinanti, causando la morte di un una grossa quantità di pesce e lasciando per un lungo periodo senza acqua potabile più di due milioni di persone.

Il progetto di Rosia Montana prevede la costruzione di un lago artificiale capace di contenere 250 milioni di tonnellate d’acqua contaminata al cianuro. Ma Rosia Montana non è solo questo. Il piano prevede anche la distruzione di interi villaggi: 1.800 edifici, tra cui 8 chiese e undici cimiteri, importanti scavi archeologici e un sistema di gallerie estrattive risalenti all'epoca romana. Quasi due mila persone dovrebbero essere trasferite, o meglio dire, deportate e sistemate altrove. Tutto questo dovrebbe funzionare per circa 15 anni, poi, una volta seccati i giacimenti, i canadesi se ne andrebbero a casa loro, lasciando però il cianuro alla Romania.

Attraverso una campagna mediatica la multinazionale RMGC ha cercato di convincere la popolazione sugli benefici del progetto, insistendo sul fatto che le moderne tecniche di estrazione hanno ridotto le perdite di cianuro e che l’investimento può portare grandi vantaggi economici sia alla Romania sia al villaggio, con la creazione di migliaia di posti di lavoro. Ma i vari movimenti che si oppongono all'apertura della miniera evidenziano che il contratto chiuso con la Romania sia molto svantaggioso (solo il 4% andrebbe al paese) e che i benefici per gli abitanti sarebbero di breve durata (15 anni), lasciando loro alla fine una valle distrutta e inquinata. La campagna “Rosia Montana” ha quindi presentato la richiesta di inserire il villaggio fra i siti dell’UNESCO per fermare la riapertura e favorire un’economia basata sul turismo naturale.




Natasha Danila

IT-RO Translator




Fonti: www.vajont.info, www.eastjournal.net







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